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RISERVA NATURALE DEL FURLO

Il nome Furlo proviene da Forulum, Piccolo Foro volgarizzato poi in Forlo e quindi Furlo. Il popolo italico che per primo comprese l’importanza della viabilità nell’economia fu quello etrusco, che costruì la strada di collegamento tra Roma e Rimini, l’attuale Flaminia, chiamata così due secoli più tardi dal console Flaminio che la fece lastricare. La conquista del Furlo da parte dei Romani avvenne senza difficoltà nel 295 a.C., dopo aver sbaragliato la confederazione italica a Sentino (Sassoferrato).

La Riserva è un autentico paradiso, attraversato dal fiume Candigliano che si insinua tra le imponenti pareti rocciose della magnifica Gola del Furlo, dove la suggestione del paesaggio si unisce a una prodigiosa ricchezza naturalistica che vanta esemplari di flora e fauna davvero singolari. 

La specie che caratterizza la Riserva è indubbiamente l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), presente con una coppia fin da tempi storici; la sua regolare nidificazione sulle pareti del M. Paganuccio e la frequentazione dei pascoli sommitali ne ha fatto un simbolo per l’area protetta. Tra i Mammiferi notevole interesse riveste la presenza del Lupo. La sua presenza, quale superpredatore, testimonia un elevato grado di complessità della rete alimentare della Riserva.

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